giovedì 7 maggio 2009

Riqualificazione Circo Massimo



Ieri, essendo in netto anticipo sul'orario di uscita di Claudia dal corso di ceramica, ho deciso di passeggiare nei pressi del Circo Massimo. Infatti, ero curioso di capire i motivi dell'apertura di un cantiere proprio nella curva verso le Terme.
Sul cartello esposto su viale Aventino ho potuto apprendere che nel mese di dicembre scorso, finalmente, la giunta capitolina ha dato inizio i lavori di riqualificazione del circo con una spesa prevista di 2,5 milioni di euro e con durate presunta di 600 giorni (termine nel 2011)

Si legge dal sito della Zetema, società consulente del Comune di Roma, che il progetto di riqualificazione ambientale e valorizzazione delle emergenze archeologiche del Circo Massimo riguarda un primo stralcio di interventi considerati prioritari ai fini della riqualificazione urbana, della valorizzazione e della conservazione del monumento e rappresenta una prima fase di sviluppo concreto del progetto preliminare realizzato negli anni 2002/2003.

L'area anticamente occupata dal Circo Massimo, conservando il ruolo di "spazio collettivo" proprio della sua strutturazione primitiva, costituisce una delle maggiori aree verdi prossime al centro storico, anche se, nei primi secoli del medioevo, la decadenza dell'uso e del ruolo del grande complesso monumentale ne trasformarono funzioni e struttura.

L'intervento nel suo complesso intende valorizzare l'area archeologica stabilendo nuovi rapporti sia con il sistema viario di via dei Cerchi, via di Porta Capena e Viale Aventino, sia con lo "spazio collettivo" del Parco in modo da sottolineare la conformazione semicircolare dell'impianto archeologico e la continuità spaziale tra l'area archeologica e quella del Parco urbano, al fine di ricreare un unicum oggi difficilmente percepibile.
Il progetto attuale, in sintesi, si pone come obiettivo la conservazione delle emergenze archeologiche in alcuni tratti dell'Emiciclo del Circo Massimo e la nuova sistemazione generale dell'area con disegno degli accessi, sistemazioni planimetriche e geo-morfologiche.
L'attuale "schermo murario" che costituisce il sostegno del fronte di terra determinato dal dislivello con la retrostante area di Porta Capena verrà riconformato e una nuova recinzione di "tipo Palatino" materializzerà il perimetro dell'area archeologica.
Ma cosa era il Circo Massimo?


Circo Massimo era dedicato alle corse di cavalli ed è ricordato come sede di giochi sin dagli inizi della storia della città: nella valle sarebbe avvenuto il mitico episodio del ratto delle Sabine, in occasione dei giochi indetti da Romolo in onore del dio Consus.
Le prime installazioni in legno, probabilmente in gran parte mobili, risalgono all'epoca dei Tarquini (Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo) nella seconda metà del VI secolo a.C. Le prime strutture in muratura, soprattutto legate alle attrezzature per le gare, si ebbero probabilmente solo nel II secolo a.C. e fu Gaio Giulio Cesare a costruire i primi sedili in muratura e a dare la forma definitiva all'edificio, a partire dal 46 a.C.
Il monumento venne restaurato dopo un incendio e probabilmente completato da Augusto, che vi aggiunse anche un obelisco di Ramses II portato dall'Egitto (spostato nel XVI secolo da Papa Sisto V in Piazza del Popolo). Altri restauri avvennero sotto gli imperatori Tiberio e Nerone e un arco venne eretto a Tito nell'81 al centro del lato corto curvilineo: si trattava di un passaggio monumentale integrato nelle strutture del circo.
Dopo un grave incendio sotto Domiziano, la ricostruzione, probabilmente già iniziata sotto questo imperatore, venne completata da Traiano nel 103: a quest'epoca risalgono la maggior parte dei resti giunti fino a noi.
In antichità la spina era decorata con un obelisco, l'obelisco flaminio oggi a piazza del Popolo, come testimoniato anche da una moneta di Caracalla.
Il circo rimase in efficienza fino alle ultime gare organizzate da Totila nel 549.

Le dimensioni del circo erano eccezionali: lungo 621 m e largo 118 poteva ospitare circa 250.000 spettatori.
La facciata esterna aveva tre ordini: solo quello inferiore, di altezza doppia, era ad arcate. La cavea poggiava su strutture in muratura, che ospitavano i passaggi e le scale per raggiungere i diversi settori dei sedili, ambienti di servizio interni e botteghe aperte verso l'esterno. L'arena era in origine circondata da un euripo (canale) largo quasi 3 m, più tardi eliminato per aggiungere altri posti a sedere.
Nell'arena, si svolgevano le corse dei carri, con dodici quadrighe (cocchi a quattro cavalli) che compivano sette giri intorno alla spina centrale tra le due mete. La spina era riccamente decorata da statue, edicole e tempietti e vi si trovavano sette uova e sette delfini da cui sgorgava l'acqua, utilizzati per contare i giri della corsa.
I dodici carceres, la struttura di partenza che si trovava sul lato corto rettilineo verso il Tevere, disposti obliquamente per permettere l'allineamento alla partenza, erano dotati di un meccanismo che ne permetteva l'apertura simultanea.

1 commento:

Michele ha detto...

Altro post molto interessante.


Michele

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