martedì 26 maggio 2009

Piramide Cestia

Primo appuntamento con la manifestazione Roma Nascosta alla Piramide Cestia.
Arrivo all'ingresso in anticipo per poter tranquillamente fare il biglietto di 5 euro (3,5 l'ingresso e 1,5 la visita).
Puntuale alle ore 19.00 il gruppo di 18 persone (prenotazione obbligatoria) varca il cancello aperto straordinariamente per l'iniziativa (di solito è aperto solo il secondo e quarto sabato del mese) e che corrisponde ad una posterula che immetteva su una strada secondaria , il cui basolato è ancora ben visibile.
La guida non è eccezionale ma comunque riesce a spiegare gli avvenimenti principali:
la piramide fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come tomba per Gaio Cestio Epulone, un membro dei Septemviri Epulonum ed è in calcestruzzo, con cortina di mattoni e copertura di lastre di marmo bianco di Carrara.

All'esterno è possibile leggere, su entrambi i lati verso oriente e verso occidente, a due terzi dell'altezza, l'iscrizione che registra il nome e titoli di Cestio e la descrizione delle circostanze della costruzione del monumento.

La presenza di un monumento funebre in forma di piramide a Roma si deve probabilmente al fatto che l'Egitto era divenuto provincia romana alcuni anni prima, nel 30 a.C., e la cultura sontuosa di questa nuova provincia stava venendo di moda anche a Roma.

Nel III secolo la piramide di Cestio fu incorporata nelle Mura Aureliane, delle quali venne a costituire un bastione.
Nel 1663, furono intrapresi degli scavi per ordine di Alessandro VII, che ne fece incidere la memoria sulla facciata: all'esterno furono trovate le basi di due statue dedicate a Cestio e fu scavata un'apertura nella piramide stessa, scoprendo la camera sepolcrale. Esiste anche un progetto del Borromini per trasformare la cella funeraria in chiesa, che fortunatamente non ebbe seguito.

Dopo un breve e tentennante introduzione siamo entrati (in gruppi da 5) nell'unica camera sepolcrale, di 5,95 x 4,10 ed alta 4,80 metri, la cui cubatura costituisce poco più dell'1% del volume complessivo del monumento.
La camera sepolcrale con volta a botte - originariamente murata al momento della sepoltura, come nelle piramidi egizie - è dipinta in bianco, con sottili cornici e figure decorative (sacerdotesse ed anfore alle pareti, 4 figure di Nike sulla volta) di stile pompeiano.


È relativamente ben conservata, ma completamente nuda, e sulla parete di fondo, dove doveva esserci il ritratto del defunto, ora c'è un buco, praticato da scavatori alla ricerca di tesori. Curiosa la galleria costruita nel Medio Evo dai primi "tombaroli".

La visita è stata emozionante, non certo per la guida, ma per la curiosità che nutrivo da decenni per un monumento che vedo giornalmente da quando ero bambino.

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