venerdì 5 dicembre 2008

Piazza dei Cinquecento

Prendo spunto dalla presentazione, nel corso di "Urbs" all'Eur (rassegna internazionale delle trasformazioni urbane), dell'Urban Center, struttura che sorgerà al centro di piazza dei Cinquecento al posto dell'attuale teca di vetro, per parlare anche della piazza.

All'interno dell'Urban Center ci sarà un grande plastico interattivo di Roma che mostrerà sia i luoghi storici che i principali progetti in campo urbanistico. Collegati al plastico, schermi per vedere filmati e foto del patrimonio storico, immagini in tempo reale della città inviate da webcam sparse sul territorio, simulazioni virtuali delle opere pubbliche in progetto. Sempre all'interno, un centro di documentazione multimediale sulla storia di Roma (in ogni epoca e in ogni aspetto) e uno spazio per conferenze e dibattiti.

L'Urban Center ospiterà anche mostre temporanee a tema e organizzerà visite guidate ai cantieri.

Adesso parliamo della vastissima e animata piazza fronteggiata dalla grande stazione Termini. Quanti di noi sanno che è chiamata dei Cinquecento per il monumento ivi innalzato alla memoria dei cinquecento soldati italiani gloriosamente immolatisi a Dogali.




Il monumento è rappresentato dall'obelisco eretto ad Heliopolis da Ramsete II e portato a Roma nel tempio di Iside, venne rinvenuto nel 1883 in Via di Sant'Ignazio, presso la tribuna di Santa Maria sopra Minerva.

Venne restaurato ed utilizzato, quattro anni dopo, per il monumento commemorativo dei caduti della battaglia di Dogali, in Etiopia (1887).

Venne posto su un basamento realizzato da Francesco Azzurri, così che raggiunse l'altezza di m 6,34 e fu collocato inizialmente davanti l'ingresso della stazione Termini, principale snodo ferroviario della Capitale.
Nel 1925 venne dislocato nella posizione attuale (via delle terme di Diocleziano).
Nel 1937 venne decorato alla base con il Leone di Giuda in bronzo dorato conquistato ad Addis Abeba durante la campagna di Abissinia, ma dopo la seconda guerra mondiale il simulacro bronzeo venne restituito all'Etiopia.

La Battaglia di Dogali fu combattuta tra le truppe del Regno d'Italia e le forze abissine durante le prime fasi della penetrazione italiana in Eritrea.
All'alba del 26 gennaio 1887, una colonna di 548 soldati italiani comandata dal Tenente colonnello Tommaso De Cristoforis, inviati in soccorso al presidio di Saati, fu sterminata dopo quattro ore di combattimento dalle truppe irregolari del ras etiopico Alula, generale del negus Giovanni IV d'Etiopia.

Il fatto si svolse presso la località abissina di Dogali, circa 20 chilometri ad ovest di Massaua.
La colonna stava trasportando al fortino di Saati, che era stato circondato, armi e generi alimentari, quando venne assalita da circa 7000 guerrieri abissini.
Il combattimento fu molto feroce e, quando gli italiani ebbero esaurito le munizioni ripiegarono dietro una collina, resistendo all'arma bianca con sciabole e baionette contro le scimitarre degli avversari.
Dell'unità italiana si salvarono solo un ufficiale e 86 soldati, rimasti feriti o mutilati, confusi tra i compagni morti, che furono tratti in salvo il giorno successivo da una colonna di soccorso. Alla battaglia seguì un terremoto politico in Italia, a seguito del quale il governo Depretis dovrà dimettersi.

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