lunedì 17 gennaio 2011

" il Ritrovamento della lupa con Romolo e Remo" ai Musei Capitolini


Dopo il fantastico dipinto Orazi e Curiazi Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino (1568-1640), esponente di spicco del manierismo romano sul lato corto in fondo possiamo ammirare il
Ritrovamento della lupa con Romolo e Remo (1596): Faustolo scopre sotto i rami di un fico, sulla riva del Tevere, la Lupa che allatta Romolo e Remo.
Nella figura della lupa è evidente il richiamo alla Lupa capitolina conservata nel palazzo e simbolo della città.


Trent'anni dopo la fondazione di Lavinio, il figlio di Enea, Ascanio fonda una nuova città, Albalonga, sulla quale regnarono i suoi discendenti per numerose generazioni (dal XII all'VIII secolo a.C.) come ci racconta Tito Livio.
Molto tempo dopo il figlio e legittimo erede del re Proca di Alba Longa, Numitore, viene spodestato dal fratello Amulio, che costringe sua nipote Rea Silvia, figlia di Numintore, a diventare vestale e a fare quindi voto di castità onde impedirle di generare un possibile pretendente al trono.
Il dio Marte però s'invaghisce della fanciulla e la rende madre di due gemelli, Romolo e Remo.
Il re Amulio, saputo della nascita, ordina subito l'assassinio dei gemelli per annegamento, ma il servo a ciò incaricato non trova il coraggio di compiere un tale misfatto e li abbandona sulla riva del fiume Tevere. Rea Sivia non subirà la pena di morte riservata alle vestali che infrangevano il voto di castità in quanto di stirpe reale, ma verrà confinata in isolamento dal re. La cesta nella quale i gemelli erano stati adagiati si arenerà, presso la palude del Velabro tra Palatino e Campidoglio (nei pressi dell'attuale foro romano) alle pendici di una delle creste del palatino, il Germalus, sotto un fico, il fico ruminale o romulare, nei pressi di una grotta detta Lupercaledove i due vengono trovati e allattati da una lupa che aveva perso i cuccioli ed era stata attirata dal pianto dei gemelli (probabilmente una prostituta, all'epoca chiamate anche lupae, di cui si ritrova oggi traccia nella parola lupanare), e da un picchio (animale sacro per i Latini) che li protegge, entrambi animali sacri ad Ares. In quei pressi portava al pascolo il gregge il pastore Faustolo (porcaro di Amulio) che trova i gemelli ed insieme alla moglie Acca Larenzia (detta lupa dagli altri pastori in quanto dedita alla prostituzione) li cresce come suoi figli.

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