lunedì 3 maggio 2010

San Carlo delle quattro fontane



Vicino al mio ufficio ho scoperto un piccolo gioiello di architettura. Roma è sempre una sorpresa!

San Carlo alle Quattro Fontane .

La chiesa è dedicata a Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, ma è soprannominata San Carlino per le sue ridotte dimensioni tanto da coprire con la sua area quella di uno solo dei quattro pilastri che sorreggono la cupola della basilica di San Pietro in Vaticano.

La chiesa ed il convento vennero realizzati tra il 1634 e il 1644 da Francesco Borromini.

Per quanto vincolato dallo spazio ristretto che aveva a disposizione, il grande architetto riuscì ugualmente a creare un complesso funzionale, fornito di tutti gli ambienti richiesti dai religiosi. La costruzione della chiesa richiese molto tempo, tanto che fu completata dal nipote del Borromini nel 1667, lo stesso anno, cioè, in cui il grande artista si suicidò.

La chiesa ed il complesso conventuale sono caratterizzati dalle dimensioni sorprendentemente piccole e la semplicità dei materiali, conformemente con la regola e la spiritualità dei frati di origine spagnola dell'ordine dei Trinitari, all'epoca appena insediati a Roma, ma anche con le convinzioni del Borromini che ai materiali pregiati preferiva materie umili come l’intonaco e lo stucco, da nobilitare con la tecnica.

L'interno della chiesa è ripartito da un ordine gigante di colonne di ordine composito con interassi che racchiudono con sequenza alternata un settore più ampio, occupato da una porta e una nicchia, e uno più stretto occupato da una nicchia più piccola.
Al di sopra di essa la forma della chiesa si ricompone nell'ovale della volta caratterizzato dall'originale disegno dei cassettoni ottagonali e cruciformi, aperta su un lanternino ottagonale con finestre su ciascun lato, che esalta la luminosità prodotta dall'uniforme colorazione bianca della sala.
La cupola, a pianta ellittica e con ampi finestroni, sorregge una lanterna. Accanto alla facciata svetta il piccolo campanile del Borromini, poggiante su coppie di colonne e dalla cuspide a pagoda. Accanto alla chiesa è situato il convento , con un portale d'ingresso caratterizzato da un serafino di marmo posto tra il timpano e l'architrave, dove è anche inserito il seicentesco mosaico di Fabio Cristofari raffigurante Cristo tra due schiavi liberati.
Nella facciata Borromini utilizza due ordini che distinguono la facciata in due parti:
una superiore e una inferiore. La parte inferiore è caratterizzata da una successione di superfici concava - convessa - concava; mentre la superiore presenta tre parti concave di cui la centrale ospita un'edicola convessa. Egli gioca con la concavità e la convessità delle pareti creando una facciata dinamica e piena di movimento, ma anche con le fantasiose decorazioni come la nicchia posta sopra al portale d'ingresso (che ospita la statua di San Carlo Borromeo) in cui le colonne sono due cherubini le cui ali vanno ad unirsi e creare una copertura alla statua.

Per approfondimenti visitate:

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