giovedì 18 marzo 2010

Fausto Pirandello alle Quadriennali del 1935 e del 1939




Il 17 marzo viene inaugurata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma la mostra “Fausto Pirandello alle Quadriennali del 1935 e del 1939”, in programma fino al 2 maggio. È stata l’ultima impresa di Claudia Gian Ferrari, che, pochi giorni prima della sua scomparsa, così aveva motivato la scelta di incentrare il percorso espositivo sulle due sale personali presentate dall’a rtista nella seconda e terza edizione della grande rassegna romana: «Sempre più mi rendevo conto che quell’insieme costituiva il nodo centrale della sua pienezza creativa».

La selezione comprende molti dei dipinti esposti da Pirandello in quelle due occasioni, uno dei quali, I ranocchi, mai più presentato al pubblico dopo la Quadriennale del 1939. Ad essi se ne aggiungono altri che appartengono agli stessi anni e che Claudia Gian Ferrari aveva scelto, «senza tuttavia esagerare nel numero, ma tenendolo contenuto in un percorso denso», per documentare con maggior ampiezza quel momento straordinario della carriera dell’artista. Spicca fra questi, l’unico ritratto del padre, Luigi Pirandello, che con l’occasione l’avvocato Pierluigi Pirandello ha generosamente deciso di donare alla Gnam.

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