giovedì 28 gennaio 2010

Messina


Sono tornato ieri da un viaggio di lavoro a Messina.

Con l'aereo sono atterrato all'aeroporto di Reggio Calabria e ho attraversato lo stretto. Stare sul ponte del traghetto e osservare la Sicilia che si avvicina lentamente è molto affascinante.

Ovviamente il primo pensiero va al progetto di ponte che deturperà tutta questa costa.

A dire il vero non è che l'uomo non abbia infierito su questa regione, vedere quelle costruzioni, la maggior parte fatiscenti, che si affacciano sul mare senza nessun ordine intristisce molto.

L'idea di collegare in modo stabile la Sicilia al continente ha origini immemorabili. I primi progetti risalgono all'epoca dei Romani che avevano pensato e, forse, realizzato un ponte su barche. Questa soluzione, quasi banale, avrebbe però impedito il transito delle navi nello stretto. Si dice, infatti, che essi fossero riusciti a far transitare le truppe su un ponte di barche e botti.

Il tentativo è documentato da Plinio il Vecchio (251 a.C.) che narra della costruzione, voluta dal console Lucio Cecilio Metello, di un ponte fatto di barche e botti per trasbordare dalla Sicilia 140 elefanti catturati ai cartaginesi.
Nonostante i propositi di vari regnanti nel corso dei secoli le condizioni ambientali dello stretto, caratterizzate da fondali marini irregolari e molto profondi (oltre i 100 m), da tumultuose correnti marine e da forti venti, in una zona ad elevata sismicità, hanno fatto sì che la costruzione di un "ponte" sia sempre stata per l'ingegneria una sfida quasi impossibile.


Comunque passiamo alla storia della città-

Messina venne fondata dai Greci intorno al 730 a.C., con il nome di Zancle ("falce", in riferimento alla forma del braccio sabbioso di San Raineri, che chiude il grande porto naturale), . I Romani la conquistarono nel 264 a.C., quando la città viene consegnata dai Mamertini ai Romani. Dopo la fine della guerra ottenne lo status di civitas libera et foederata (città libera ed alleata, formalmente indipendente), unica in Sicilia insieme a Tauromenium (Taormina).

Il nome greco Messanion fu tradotto in latino come Messana.

Durante l'età repubblicana subì ancora attacchi durante le guerre servili (102 a.C.. Cicerone, nelle orazioni contro Verre, la definì civitas maxima et locupletissima (città grandissima e richissima). Pompeo attaccò nel 49 a.C. la flotta cesariana che si ripavava nel porto della città. Successivamente divenne una delle principali basi di Sesto Pompeo, che vi sconfisse la flotta di Ottaviano e venne in seguito saccheggiata dalle truppe di Lepido.

Dopo la caduta dell'impero romano, fu prima in possesso dei Bizantini e quindi degli Arabi.


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