martedì 13 ottobre 2009

Nerone e Berlusconi


Il Newsweek ha paragonato, in modo negativo, il nostro presidente del Consiglio all’Imperatore Nerone.
Ma l'accostamento è storicamente sbagliato, infatti, gli storici stanno rivalutando la figura di Lucio Domizio Enobarbo detto Nerone.
Riporto l’analisi di Massimo Fini pubblicata sul suo libro “Nerone. Duemila anni di calunnie”.
Nerone fu un grandissimo uomo di Stato. Durante i quattordici anni del suo regno l’Impero conobbe un periodo di pace, di prosperità, di dinamismo economico e culturale quale non ebbe mai né prima né dopo di lui.
Certamente fu un megalomane, un visionario, uno che, direbbe Nietzsche, pensava in grande stile e cercò di modellare il mondo sulle proprie intuizioni e immaginazioni, l’artefice di un’arditissima rivoluzione culturale con la quale intendeva dirozzare i romani e indirizzarli verso la mentalità e i costumi ellenistici, molto più civili e raffinati. Fu anche un esibizionista, un inguaribile narciso e , con tutta probabilità, uno psicolabile schiacciato prima da una madre autoritaria e nastratrice e poi dall’enorme peso che , a soli diciassette anni, per le ambizioni di Agrippina, gli era stato scaricato sulle spalle mentre lui avrebbe preferito dedicarsi alle arti preferite.
Fu un sognatore che, mentre i mondo gli crollava addosso , fantasticava di potersi pur sempre guadagnare da vivere con la propria arte.
Come statista ci sono poi alcune caratteristiche che possono sollecitare la sensibilità moderna. Fu un monarca assoluto che usò il proprio potere in senso democratico: non governo solo in nome del popolo, come voleva la ipocrisia Augustea , ma per il popolo contro le oligarchie che lo opprimevano e lo sfruttavano. E per avere il consenso del popolo – oltre che progettare e attuare misure molto concrete – inaugurò quella che oggi chiameremmo la politica spettacolo. Nerone fu un grande showman.

1 commento:

Michele ha detto...

Mi sembrava di averlo già letto questo post...

Michele

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