giovedì 28 agosto 2008

Il Legato Romano



Sono tornato in anticipo dalla mie vacanze che ho passato insieme ai miei bambini al mare e per prima cosa voglio aggiornarvi su un libro (incredibile ma ho anche trovato il tempo di leggere) che ho letto: Il Legato Romano di Guido Cervo.
Mi ricordavo che i libri di Cervo erano stati avvincenti ma evidentemente mi sbagliavo almeno per quanto riguarda quest’opera.
Ammetto che è difficile per gli autori che si cimentano nei romanzi storici su Roma superare dei capolavori come i primi libri della McCullough e “L’ultima legione" di Valerio Massimo Manfredi.
Comunque il Legato romano mi ha deluso.
I riferimenti storici, nonostante siano esatti, sono esigui e non riescono ad incidere nella trama, anzi i personaggi si sarebbero potuti muovere benissimo anche in un altro periodo senza modificare di una virgola il romanzo.
Infatti, l'autore non riesce ad amalgamare la vera storia con quella dei suoi protagonisti e non riesce a farmi partecipe di questo controverso e oscuro periodo fatto di saccheggi, animato da banditismo e atrocità dei barbari ai confini dell'Impero.
Inoltre la parte narrativa e descrittiva a mio parere è decisamente carente. Mentre nei libri scritti da McCullough e Manfredi riesco a vivere "realmente" insieme ai loro protagonisti le storie e l’immagino immersi nella loro epoca (fantastica la descrizione di Manfredi per quanto riguarda l’impero in decadenza) le descrizioni dei personaggi e dei luoghi di Cervo sono superficiali e rendono il tutto freddo e inanimato. Esempio eclatante sono le battaglie che si svolgono in un lampo senza neanche soffermarsi sull’animo e i sentimenti dei protagonisti.
Su un blog ho letto una recensione di una lettrice che condivido: in un romanzo è fondamentale entrare nella storia e riuscire a immaginare nella mente il piccolo mondo di cui si narra, qua abbiamo un uomo rincorso dai suoi fantasmi che tutto un tratto diventa felice e non si sa bene il perché; una schiava che viene amata solo per la sua bellezza perché sinceramente è proprio antipatica e arrivista; tre barbari crocerossini. Ma insomma, dov'è finita la virtus romana, il mondo fatto d'onore, classi e nobiltà?
Negativo anche l’affollarsi di protagonisti (ovvio poi la superficialità) e la conclusione che prelude a un seguito che lo stesso autore richiama nell'epilogo.
Peccato ma forse i successivi libri saranno migliori……..

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Pensa che io ho letto solo poche pagine e l'ho abbandonato...

Ormai ho deciso che il tempo va sfruttato bene, visto che è prezioso, e non può essere sprecato leggendo libri che non mi piacciono, come invece facevo fino al recente passato.

Michele

Andrea ha detto...

Come al solito ci arrivi sempre prima di me alle valutazioni giuste.
Quindi lascio perdere il seguito della storia : "La legione invincibile"?

Anonimo ha detto...

Penso che sia inutile leggerlo, dati i precedenti.

Comunque non è che io arrivo prima alle valutazioni giuste, è solo che sono più anziano...

Michele

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