martedì 15 aprile 2008

i Salii


Nell'antica Roma accanto al calendario religioso esisteva un vero e proprio calendario della guerra.

Il periodo dell'anno dedicato a quest'attività si apriva nella buona stagione e finiva all'inizio di quella cattiva. I Salii erano addetti all'apertura e alla chiusura di questo ciclo mediante cerimonie comuni anche nelle altre città latine.

I Salii erano un antichissimo collegio sacerdotale romano che secondo la tradizione si vuole istituito dal re Numa Pompilio.

Il nome dei Salii deriva dal verbo latino salire, cioè saltare, per via della particolare andatura saltellante che tenevano durante le processioni sacre. I Salii risiedevano nella Curia Saliorum, ed erano distinti in due collegi: i Salii Palatini ed i Salii Quirinales, indice di un'origine risalente agli inizi della monarchia, quando il Palatino era ancora separato dagli altri colli. I Salii erano presieduti da un Magister, al quale si affiancavano il Praesul, che dirigeva le danze, ed il Vates, direttore del coro.
I Salii Palatini erano dodici sacerdoti consacrati a Marte e scelti tra i membri delle più nobili famiglie, affinché custodissero i dodici scudi sacri tra i quali si nascondeva l'Ancile, lo scudo consegnato da Marte Gradivo a Numa Pompilio come pegno dell'eterna invincibilità di Roma, secondo quanto spiegato al re dalla ninfa Egeria. Numa incaricò il fabbro Mamurio Veturio (della gens Veturia), di forgiare altri 11 scudi identici all'Ancile, così che fosse impossibile ai nemici di Roma sottrarre quello autentico.
I Salii Quirinales, istituiti da Tullo Ostilio, erano venti ed erano consacrati al dio Quirinus.
I Salii erano uno dei collegi sacerdotali più ragguardevoli nell'antica Roma; nelle feste più solenni che si svolgevano nel mese di marzo (dedicato appunto a Marte) e nel mese di ottobre, sfilavano portando in processione i dodici scudi sacri ed intonavano un canto particolare in latino arcaico, nel quale si invocava su Roma la protezione degli dei, il Carmen Saliare. Nel loro canto i Salii ricordavano anche il suddetto Mamurio Veturio, ed in suo onore la festa del 14 marzo (corrispondente al capodanno dell’antico calendario romano), già chiamata Equirria, prese il nome di Mamuralia. Durante questa importante festa popolare Mamurio Veturio, rappresentato come un vecchio vestito di pelli impersonava l’anno ormai trascorso, che veniva cacciato dalla folla a colpi di bastone per far posto all’anno nuovo.

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