
Il mitreo fu scoperto nel corso dei lavori intrapresi negli anni '30 per la creazione del deposito per le scene del Teatro Nazionale dell'Opera presso l'ex Pastificio Pantanella, che il Comune di Roma aveva acquistato negli anni Venti destinandolo a sede dei Musei di Roma.
Si individuò un vasto edificio del II sec. d.C., più volte modificato e il cui pianterreno, nel III sec. d.C., fu adattato a mitreo. Un mitreo in buono stato di conservazione e con uma ricercata decorazione marmorea.
L'attuale ingresso doveva essere quello secondario, mentre il principale era in corrispondenza del Circo Massimo. Con orientamento E-O i vani coperti in origine da volta a botte sono tra loro comunicanti. Il primo ambiente a destra è stato interpretato come apparitorium, una sorta di sacrestia, mentre nel secondo vano compare un elemento tipico del mitreo: il podio costruito in muratura, dove siedevano gli iniziati durante le cerimonie e la celebrazione del banchetto sacro.
Questa sorta di bancone ritorna nell'ultimo e più importante ambiente, il santuario vero e proprio. All'interno di un arco, sulla parete di fondo, è un'edicola semicircolare che doveva contenere una piccola statua di Mitra. In alto, a destra dell'arco, è stato ricollocato un rilievo raffigurante l'impresa principale del Mitra: l'uccisione del toro (tauroctonia) tema questo ricorrente nella più complessa e magnifica rappresentazione del rilievo esposto sul bancone di sinistra.
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