venerdì 23 gennaio 2009

Sondrio


Sono tornato da poco da Sondrio (in valtellinese Sundri), dove sono stato per lavoro.

La città che conta 21.978 abitanti sorge nella media Valtellina alla confluenza del torrente Mallero con l'Adda, alle porte della Valmalenco, sotto il massiccio della Corna Mara.


La città è molto piccola e per visitare le quattro strade del centro storico ci avrò impiegato 15 minuti (mi sono fermato ad osservare le vetrine dei 5 negozi e ho comprato la Bresaola per Giuliana).


Per quanto riguarda la storia , Sondrio fu molto probabilmente fondata dagli antichi Romani (altrimenti non ci sarei andato!) dopo la conquista del territorio a danno delle popolazioni reto-liguri che abitavano in tempi antichi la valle. Il nome della città è tuttavia di origine Longobarda, Sondrio infatti significa letteralmente Terra coltivata dal padrone.

Qualche storico azzarda nel raccontare che Roma, nel progetto di espansione imperiale, sferra l'attacco alle alpi Centrali, elimina ogni resistenza (15 d.C.) ma rimanda comunque la completa conquista in Malenco solo nell'anno 250 d.C.

Nel 252 d.C. il Console P. Licino Valeriano riconosce l'importanza commerciale e strategica della Valle e progetta la costruzione della via Valeriana.

Questa via portava dal lago d’Iseo all’Alta Valcamonica fino al Tonale, ed è un percorso che è stato recentemente valorizzato dalla Comunità Montana del Sebino Bresciano.
La progressiva romanizzazione della Valle consiste nel passaggio graduale verso una forma di vita più evoluta.

In queste località primitive, eredi di quelle preistoriche, viene così addensandosi qualche nucleo umano organizzato, realizzando rudimentali abitazioni attorno alle torri di guardia della carovaniera, una sorta di fortilizio ammassato forse a causa del freddo, forse per l'istinto alla difesa e, probabilmente, per tutte e due le cose, con una configurazione che da allora non è molto cambiata.

Nella fase finale dell'Impero anche le isole che la civiltà romana aveva creato e sviluppato restano, sparpagliate ed abbandonate.

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Foto Roma

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