mercoledì 6 agosto 2014

Il Mausoleo è chiuso per burocrazia

Articolo di  Luca Nannipieri per “Il Giornale” 

Solo in Italia si possono celebrare i duemila anni della morte dell'imperatore Cesare Augusto, che cadono proprio questo 19 agosto, e tenere chiuso e nel degrado, in attesa di un restauro che non arriva mai, il Mausoleo Augusteo di Roma, il principale e il più celebre dei monumenti che l'imperatore ha fatto costruire in vita. 
La notizia che il bimillenario di Augusto ricorre nel 2014 non deve essere giunta inaspettata ai rappresentanti delle nostre istituzioni... 
Puntualmente siamo arrivati al momento delle commemorazioni e il Mausoleo ha i cancelli sbarrati, le sue pareti sono corrose dall'incuria e dai rovi, gli spazi interni che si possono scorgere dalle orrende grate di recinzione, a cui i barboni appendono i loro abiti, danno dimostrazione di una trasandatezza che non ha eguali. 

Uno dei più imponenti monumenti dell'antichità, tomba di Augusto e dei suoi familiari, è da anni un cantiere in abbandono, latrina per i cani e dimora abituale per i senza tetto che soggiornano per terra lungo tutto il perimetro transennato. 
Le cronache ci dicono che sono 79 anni che il sepolcro è chiuso al pubblico, in attesa che venga recuperato e adeguatamente valorizzato. L'ultimo bando nel 2012 per la ricerca di uno sponsor è andato deserto. 

Seguendo la lunga e consolidata tradizione italiana di rimpallare le responsabilità, presentando gli eventi per la ricorrenza augustea previsti per la capitale e per altre città, il ministro Dario Franceschini e il soprintendente per i beni archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera, in merito alla situazione del Mausoleo, hanno solo dichiarato che l'autorità competente è il Comune di Roma, che i finanziamenti ci sono (inizialmente erano 4 milioni di euro) ma sono stati poi dimezzati, e che verrà predisposta una commissione di crisi, mista tra Mibact e capitale, per la sistemazione e lo sviluppo dell'area archeologica centrale della città. 


Insomma, siamo ancora all'elenco delle buone intenzioni e allo scaricabarile. Fatto sta che, per le ricorrenze augustee, saranno visitabili la casa dell'imperatore, la domus della sua amatissima terza moglie Livia, alcuni grandi vani delle Terme di Diocleziano e altri bei luoghi, mentre il Mausoleo rimarrà chiuso. 
 La vera notizia che farà - questa sì - il giro del mondo è che, per l'ennesima volta, l'Italia si fa conoscere per ciò che non riesce a fare del suo patrimonio: vuoi che siano i continui crolli a Pompei, o il Colosseo chiuso nella Notte dei Musei (poi riaperto in extremis per la pressione dei media), o la Reggia di Caserta affollata dai venditori abusivi e dai ladri di portafogli, o i Bronzi di Riace che non attraggono i visitatori, o il Mausoleo di Augusto sbarrato durante le celebrazioni, il nostro paese finora sta perdendo tutti i treni del turismo e dell'attrattività internazionale. 

Tra due anni vi saranno le celebrazioni della morte di San Francesco: segnatevi la data, ministro e soprintendenti, cercate di non tener chiusa per restauri la Basilica di Assisi.

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