mercoledì 7 settembre 2011

Indagine high-tech ai Fori

Al cospetto della Colonna di Traiano, sul perfetto asse nord-ovest, nell'estremità del Foro di Traiano. 
E' qui che si innalzava il Tempio dedicato all'imperatore Traiano e a sua moglie Plotina, fatto erigere da Adriano nella prima metà del II secolo d. C. come estremo omaggio ai suoi illustri genitori "divinizzati", che lo avevano adottato. La fronte avrebbe avuto sei colonne monumentali impostate su un alto podio, una soluzione architettonica che avrebbe fatto scuola, diventando modello per il successivo tempio di Antonino e Faustina al Foro Romano. Per la prima volta, viene identificato, infatti, il luogo esatto in cui fu eretto il Tempio dei Divi Traiano e Plotina, un tassello del puzzle dei Fori Imperiali che ancora mancava all'appello. 

A darne le precise coordinate è un team di illustri archeologi, Fabio Cavallaro, Paolo Carafa ordinario di archeologia e storia dell'arte greca e romana all'università La Sapienza, e Andrea Carandini emerito di archeologia classica all'università La Sapienza, che hanno annunciato la notizia nel nuovo fascicolo della rivista "Archeologia Viva" (Giunti editore) da oggi in edicola. Si tratta di un'ipotesi, che però è supportata da lunghe ricerche certosine scortate anche dall'uso di tecnologie informatiche all'avanguardia, che hanno consentito, a detta dei tre studiosi, di individuare il punto esatto del famoso edificio di culto e di effettuarne una ricostruzione virtuale.

 Con l'esatta localizzazione del dell'area sacra nel Foro di Traiano "cambia moltissimo l'intepretazione del sito - dichiara Andrea Carandini - Il Tempio di Traiano e Plotina completa, colmando uno spazio vuoto, l'architettura di Apollodoro di Damasco". Il famoso architetto era il favorito di Traiano: al suo estro da autentica archi-star dell'epoca si devono il Foro, i Mercati e la Colonna di Traiano, ma come racconta lo storico Cassio Dione cadde in disgrazia per aver offeso il nuovo imperatore Adriano commentandone in senso negativo le ambizioni da architetto. "Apollodoro di Damasco ha comunque lavorato anche per Adriano, prima che litigassero. 

 Il Tempio risale indubbiamente alla prima fase del loro rapporto, quando l'architetto era al servizio del nuovo imperatore. Per questo, il Tempio a mio avviso è opera di Apollodoro". La fine è nota: Adriano poi lo esiliò e poi lo fece uccidere. Secondo gli studiosi Adriano completò il progetto urbanistico dei Fori Imperiali: l'area compresa tra le aule e le domus alle pendici del Quirinale venne recinta da un alto muro soretto da una delle fondazioni individuate dai recenti carotaggi. 

Al centro di questo spazio, con la fronte rivolta verso l'ingresso del Foro di Traiano, venne costruito il Tempio di Traiano e Plotina. "Il Tempio comunque doveva essere un progetto già previsto da Traiano - avverte Carandini - Adriano non ha fatto altro che completare il programma". Come osservano gli archeologi, gli scavi per la linea C della metropolitana hanno riportato alla luce una grande porzione di strutture dell'epoca di Adriano proprio nell'area nord della Colonna di Traiano. Strategica la possibile lettura del "ventre" del Tempio: "Possiamo immaginare il podio del Tempio - spiega Cavallero - composto da sette ambienti ambienti racchiusi da una fodera di blocchi necessaria a sorreggere il colonnato del pronao e i muri della cella". Recenti scavi hanno infatti svelato che anche il podio del Tempio di Antonino e Faustina conteneva camere simili a quelle interpretate come nucleo del Tempio di Traiano e Plotina. "Lungo il grande muro che recingeva l'area del Tempio - continua l'archeologo Cavallero - possiamo immaginare colonne aggettanti su un alto plinto che decoravano la nuova area sacra e inquadravano l'ingresso di età traianea sull'esempio della biblioteca di Atene voluta dallo stesso Adriano". Una sfida, per Carandini, sarebbe quella di recuperare l'area e aprirla al pubblico: "Per farlo vedere serve l'intesa di Stato, Comune e Provincia, e forse anche dell'Universita', per creare un percorso che è possibile realizzare, che vada da Palazzo Valentini alla Colonna Traiana e da questa alle aule scavate a Palazzo Venezia". 

 Articolo di Laura Larcan pubblicato su www.repubblica.it

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