giovedì 2 aprile 2009

Museo egizio di Torino

Nonostante lo stato influenzale che mi ha colpito a Torino non ho voluto perdere la programmata visita al Museo Egizio.

Quello del capoluogo piemontese è considerato tra i maggiori musei egizi del mondo, con quelli del Cairo e di Londra: sua peculiarità è la compresenza di oggetti artistici e di materiali e utensili di uso quotidiano.

Nel 1824 Carlo Felice acquistò la collezione di Bernardino Drovetti, console generale di Francia in Egitto e, dotandolo della attuale sede, creò di fatto il primo museo egizio del mondo.Importanti acquisizioni si ebbero durante la direzione di Ernesto Schiaparelli e di Giulio Farina, che condussero campagne di scavo rispettivamente dal 1903 al 1920 e dal 1930 al 1937.

Dopo aver pagato 7,5 euro per il biglietto di ingresso e 4 euro per l'audioguida, ho iniziato la visita al piano terra in due stanze dedicate all’Epoca Predinastica (IV millennio a.C.) e all’Antico Regno (III millennio a.C.), epoca in cui fu costituito lo Stato egizio, furono costruite le piramidi e si diffuse la scrittura.

Nel piano interrato, invece, ci sono i reperti che furono portati alla luce da campagne di scavo effettuate dal 1900 al 1940 dal direttore del Museo, Ernesto Schiaparelli e dal suo collaboratore Giulio Farina e testimoniano l’epoca dal Primo Periodo Intermedio al Medio Regno (2190-1646 a.C.) .

Affascinante, in questo lungo corridoio, sono i resti del muro romano di Augusta Taurinorum (veramente emozionante).

Risalendo al piano terra troviamo il tempio di Ellesija che fu consacrato dal re Tuthmosi III nel 1454 a.C. La Repubblica Araba d’Egitto donò questo tempio all’Italia come ringraziamento per il ruolo avuto nella campagna dell’UNESCO promossa per salvare i templi della Nubia.

Proseguendo ho potuto visitare lo Statuario, dove sono esposte sfingi, sarcofagi (destinati a conservare i corpi dei defunti), tavole d’offerta (con offerte di cibo scolpite), elementi architettonici, ma soprattutto statue monumentali, che mostrano alcuni dei più importanti e famosi faraoni e divinità.

Nel piano superiore interessanti sono i due eccezionali corredi tombali rinvenuti intatti da Ernesto Schiaparelli durante le sue campagne di scavo a Gebelein e Deir el-Medina.

Inoltre si può osservare una cappella funeraria di Deir el-Medina le cui pitture furono trasferite al Museo per salvarle dal deterioramento a cui sarebbero certamente andate incontro.Tomba di ignoti. Più avanti è possibile ammirare la cappella di Maia e della moglie Tamit. Le pitture della cappella furono asportate nel 1905 durante gli scavi di Ernesto Schiaparelli a Deir el-Medina ed esposte in Museo, insieme alla stele già pervenuta con la collezione Drovetti nel 1824.

Di seguito troviamo la Tomba di Kha e Merit con il suo ricco e intatto corredo tombale dei due coniugi. I reperti hanno contribuito in misura rilevante alla fama del Museo: la quantità e la qualità degli oggetti è tale da poter costituire, da sola, un intero museo.

Anche le altre sale sono state interessanti e, a mio parere, il museo deve essere una tappa fondamentale per chi si trova a Torino.




Da Museo egizio

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