mercoledì 16 luglio 2008

La lupa capitolina

Mercoledì scorso ho letto su un quotidiano la notizia che la Lupa capitolina non era etrusca ma medievale.

La scoperta era spacciata come straordinaria ma per chi ha la passione per l'Antica Roma sa che alcuni studiosi avevano già sollevato alcuni anni fa dei dubbi sulla datazione del simbolo più famoso di Roma.

Infatti, alla fine del 2006, Adriano La Regina, ex soprintendente ai beni culturali di Roma, scriveva su Repubblica che

"la Lupa capitolina è da sempre considerata uno dei capolavori dell'antichità. Compare nei manuali di storia dell'arte come oggetto di produzione etrusca. Già attribuita a Vulca, il grande scultore di Veio chiamato a Roma nel tardo VI secolo per decorare il tempio di Giove capitolino, la Lupa è stata più di recente giudicata opera di un artista veiente della generazione successiva, il quale l'avrebbe plasmata e fusa tra gli anni 480-470 avanti Cristo. È invece noto da tempo che i gemelli sono stati aggiunti nel 1471 o poco dopo quando il bronzo, donato da Sisto IV alla città di Roma, fu trasferito dal Laterano sul Campidoglio. Ora ci viene dimostrato, con argomenti inoppugnabili, che neanche la Lupa è antica. Per caratteristiche tecniche essa si inserisce infatti coerentemente nella classe della grande scultura bronzea d'epoca medievale, mentre per qualità formali può essere attribuita ad un periodo compreso tra l'età carolingia e quella propria dell'arte romanica. Nel 1997 il restauro della scultura fu affidato ad Anna Maria Carruba, una storica dell'arte restauratrice che da anni si dedica alla conservazione di bronzi antichi, la quale ha svolto accurate indagini intese anche a determinare la tecnica di fusione. Ne risultò che la scultura era stata fusa a cera persa col metodo diretto effettuato in un solo getto. Questa tecnica si evolve e si raffina in età medievale al punto di consentire la fusione di grandi bronzi, anche per l'esigenza di fondere le campane senza saldature e difetti, onde ottenerne purezza di suoni.

La differente collocazione temporale non cambia nulla per quanto riguarda il nostro simbolo ma lascia molti dubbi sulle "verità" archeologiche che conosciamo. Chissà quante altri errori ancora non scoperti.

Lunga vita a Roma


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