mercoledì 9 febbraio 2011

La statua di Zeus e cinque teste imperiali sulla via Anagnina




Il miracolo lungo la via Anagnina ha preso forma in un meraviglioso Zeus dal corpo apollineo e in altre cinque sorprendenti teste imperiali del III secolo dopo Cristo. Sculture perfettamente conservate a poche zolle di terra sotto il piano verde della campagna romana. E già bellissime alla luce del tramonto - appoggiate sul prato prima di venire avvolte nella stoffa e portare ai restauratori - anche se ancora piene di terra negli occhi e fango tra i capelli.

Ma sa di miracoloso anche il fatto che gli archeologi – in tempi di tagli draconiani alla cultura – siano arrivati allo straordinario ritrovamento di ieri mattina grazie ai soldi (circa 100mila euro) che un gruppo di imprenditori ha messo a disposizione per far scavare la villa romana venuta alla luce lo scorso giugno in una zona destinata a verde pubblico dopo aver ricevuto l´ok dai funzionari della Soprintendenza per la realizzazione del cantiere.

Sotto attacco del sindaco Alemanno, che non vorrebbe vincoli tra i piedi quando si tratta di opere come il campo nomadi della Barbuta o i cantieri della metropolitana, gli studiosi di antichità romane dello Stato hanno messo a segno un nuovo, importante ritrovamento: una lussuosa dimora di campagna che ha inaspettatamente celato fino a ieri sei sculture nascoste in una vasca.

"Stavamo levando la terra quando è spuntata una nuca bianca: era l´acconciatura di una matrona romana. L´abbiamo pulita e tolta dalla buca, ma ecco che accanto è apparsa la testina di un bambino, e poi come d´incanto anche le due teste degli imperatori, fino all´erma e allo Zeus" racconta ancora emozionata l´archeologa Magda Fossati che con Davide Pellandra sta portando avanti gli scavi per conto della Soprintendenza speciale di Roma guidata da Anna Maria Moretti. "Ho ancora la pelle d´oca: così tante, tutte insieme, e poi è come se chi le ha nascoste avesse fatto in modo che arrivassero fino a noi senza incidenti" aggiunge Daniela Spadoni, assistente tecnico della Soprintendenza. Infatti, i volti non sono stati gettati alla rinfusa, faccia a terra; e tra un marmo e l´altro c´era come un´imbottitura di tufo a proteggere le statue che presentano tracce di scalpellature precedenti al seppellimento.

La villa suburbana è stata spogliata dei suoi marmi più pregiati, delle colonne e dei rivestimenti. Ma sotto il piano del prato da pascolo si è conservato il perimetro di questa principesca dimora di campagna: e lo scavo – che per essere terminato ha bisogno di altri finanziamenti, prima di coprire di nuovo tutto dopo aver schedato e fotografato i resti – permette di vedere "in sezione" i pavimenti con mosaici di prima età imperiale e, sopra, i tappeti musivi successivi.

Gli scavi devono essere ultimati e le analisi scientifiche sono appena iniziate: la storia di questo edificio della Roma imperiale va ancora studiata e capita appieno. Rimane il giallo del perché qualcuno seppellì in una vasca al centro dell´atrio il tesoro di marmo della famiglia. E rimane la bellezza delle sculture, pezzi di una galleria di statue che comprende anche un bassorilievo e una testa virile rinvenuti nei mesi scorsi.

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