mercoledì 17 ottobre 2007

Cimitero Acattolico

Leggendo il libro di Corrado Augias intitolato "I segreti di Roma" ho scoperto che nei pressi della Piramide Cestia è situato il cimitero acattolico.
Augias scrive che "in quei luoghi c'erano fino all'inizio dell'800, i campi e i celebri "prati del popolo romano", dove brucavano le greggi. A poco a poco si cominciarono a seppellire in quel luogo i non cattolici, tedeschi, inglesi e tutti quelli a cui era proibito riposare in terra consacrata.
Considerato che le sepolture erano nei pressi delle osterie non era difficile che qualche ubriaco ne approfittasse per oltraggiare le diverse lapidi e nel 1817 i rappresentanti di Prussia, Russia e dell'elettorato di Hannover chiesero al segretario di Stato, cardinale Consalvi, il permesso di erigere a proprie spese un muro di cinta.
Ci vollero però quattro anni e le proteste del parlamento inglese affinché lo Stato Pontificio cominciasse a prendere in considerazione la richiesta e ulteriori anni per la costruzione del primo muro. Solo nel 1870 lo spazio fu portato alle dimensioni e alle dignità attuali".
Come indica il nome ufficiale, il Cimitero acattolico di Roma è il posto per l'ultimo riposo non solo dei protestanti, ma dei non-cattolici in generale; è riservato però a quelli stranieri, senza distinzione di nazionalità. Col tempo, vi sono stati sepolti anche intellettuali italiani che rappresentavano in qualche modo una cultura alternativa, "straniera" rispetto a quella dominante, primo tra tutti Antonio Gramsci.
Attualmente la custodia e la gestione del cimitero è affidata alle rappresentanze straniere in Italia, senza nessun finanziamento pubblico e, per questo motivo, all'entrata, viene richiesta un'offerta di almeno due euro.
Dato lo spazio esiguo a disposizione, e per mantenere intatto il carattere del luogo, solo eccezionalmente viene concessa la sepoltura a italiani illustri che, sia per la qualità della loro opera che per le circostanze della vita, siano stati in qualche modo "stranieri" nel proprio paese.
Incuriosito dalle bellissime parole usate dallo scrittore mi sono recato al cimitero aperto solo i giorni feriali dalle 9.30 alle 18.00 e lo spettacolo che mi si è mostrato era affascinante.
I grandi, centenari cipressi, il prato verde che circonda parte delle tombe, la bianca piramide che svetta dietro la recinzione di mura romane, insieme ai gatti che prendono il sole e passeggiano indisturbati tra le lapidi redatte in tutte le lingue del mondo, conferiscono a questo piccolo cimitero uno stile inimitabile.
Ho potuto osservare anche le tombe dei due grandi poeti inglesi, Shelley e Keats.
Sulla lapide di quest'ultimo è riportata la seguente scritta:
"This grave contains all that was mortal, of a YOUNG ENGLISH POET, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: Here lies one whose name was writ in water ". (« Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”»)
Poco distante una lastra marmorea, in risposta a questa frase mostra la seguente: "Keats! Se il tuo caro nome fu scritto sull'acqua, ogni goccia è caduta dal volto di chi ti piange".
Non perdete l'occasione di vedere quest'incredibile posto.


cimitero acattolico

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sapevo già della tomba di Keats, avendo studiato al liceo proprio quel poeta, eppure in tanti anni non ero mai stato al cimitero inglese. Bravo sei riuscito ad incusiosirmi.

Ciao anonimo della BI

Anonimo ha detto...

Da inguaribile romantica quale sono non potevo soffocare il desiderio di sapere di più su questi due poeti inglesi.
Bellissima la traduzione di "Amore e fama".
Ciao

Foto Roma

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